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Software gestionali: cambiarli per supportare gli obiettivi d’impresa

La soluzione ERP presente in azienda, potrebbe non essere più idonea e in grado di soddisfare le esigenze; quando è il caso di cambiarla?
I software gestionali aziendali raggiungono una fase in cui la ristrutturazione tramite personalizzazioni o nuove implementazioni è insufficiente a gestire nuove iniziative di business.

Nell’era del business digitale, il volume e la velocità del cambiamento è più grande che mai. Di conseguenza, il sistema ERP presente in azienda, spina dorsale di tutta l’organizzazione, potrebbe non essere più idonea e in grado di soddisfare le esigenze.

Inoltre, anche se l’attuale software ERP è per lo più adatto allo scopo, potrebbe non essere così entro pochi anni. Processi funzionali fondamentali, capacità amministrative e nuove esigenze informative tra pochi anni potrebbero non essere affatto soddisfatti. Inizia presto quindi – diverso tempo prima la conclusione del ciclo di vita delle soluzioni esistenti – la necessità di definire una strategia ERP di rinnovamento e le roadmap di sviluppo associate.

IT manager e Responsabili di processo devono valutare le soluzioni esistenti rispetto alle esigenze attuali e, soprattutto, a quelle del futuro, dal momento che la modifica di un software gestionale non è una soluzione rapida.

Perchè cambiare il Software Gestionale

La sostituzione di una soluzione ERP esistente è tipicamente dovuta a:

il modello di business è cambiato; ad esempio quando si passa dal gestire negozi al dettaglio ad una vendita esclusivamente online
il costo totale di proprietà (TCO – Total Cost Ownership) della soluzione attuale è diventato eccessivo
l’organizzazione è stata acquisita/unificata e si è costretti a cambiare
la soluzione attuale è stata, o sarà presto, superata tecnicamente e/o funzionalmente
è stata scelta una soluzione “sbagliata”, non in grado di supportare le esigenze di business; questo problema di solito emerge molto presto dopo l’implementazione iniziale.

Come valutare la salute dell’ERP in uso? Le 6 domande di Gartner
Gartner suggerisce di valutare la salute della soluzione ERP corrente, verificando l’uso che se ne fa, a partire da domande come quelle elencate di seguito:

1.     In che modo l’impresa usa il proprio software gestionale? E ‘efficace come “spina dorsale” d’impresa o ci sono colli di bottiglia di utilizzo, aree problematiche e altre questioni?

2.     Le sue funzionalità consentono la strategia di business o la mancanza di alcune funzionalità costituisce un impedimento?

3.     Il software gestionale è respinto da singoli o gruppi di utenti, che quindi lavorano al di fuori della soluzione? Il rifiuto è motivato “politicamente” o si basa su bisogni insoddisfatti o scarsamente soddisfatti? I bisogni insoddisfatti devono essere documentati in modo che il valore propositivo della nuova soluzione sia chiaramente definito.

4.     La tecnologia e l’architettura sono affidabili, scalabili e performanti a livelli accettati in azienda?

5.     Il TCO è accettabile o inaccettabile? Ad esempio, ha superato la previsione iniziale anche tenendo conto degli aumenti previsti nel corso del tempo?

6.     Si dispone di personalizzazioni  che hanno aumentato la complessità al punto che, fare cambiamenti, si traduce in notevoli problemi, unità ad alta TCO, e/o richiesta di risorse altamente qualificate?

Una valutazione basata sui fatti e un approccio molto concreto sono il presupposto per identificare correttamente lo stato di salute del sistema gestionale presente in azienda e l’opportunità di una eventuale sostituzione.

(Fonte Gartner)

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Cloud Computing

Falsi miti sul Cloud Computing: 4 punti per fugare le perplessità

Il Cloud Computing ha fatto enormi passi avanti anche in Italia proprio nel corso dell’ultimo anno. Le caratteristiche odierne sono sensibilmente diverse rispetto al passato. Nonostante questo, ancora resistono reticenze e visioni diverse sulle opportunità e i rischi legati alla implementazione di un’architettura Cloud. Ecco un po’ di chiarezza per punti.

1-Un Cloud computing adatto a tutti

La prima preoccupazione riguarda la proprietà dei sistemi utilizzati. Va chiarito che il Cloud non è solo un contesto “pubblico”. Oggi si può realizzare il proprio Cloud ottenendo una consistente serie di vantaggi. Oltretutto, statisticamente il numero di adozione di Cloud privati supera ancora quello di adozione di Cloud pubblici. Contemporaneamente esistono poi architetture cosiddette ibride che mettono in coesistenza Cloud pubblici e privati per ottenere il meglio da entrambe le piattaforme.

2-La virtualizzazione non è il Cloud

Un altro elemento di incomprensione nasce nel capire la differenza che c’è tra la virtualizzazione, di cui si è parlato moltissimo nell’ultimo decennio, e il Cloud Computing. Semplificando, possiamo dire che per virtualizzazione si intende la gestione di server logici, non fisici, con un evidente vantaggio in termini di risparmio e semplificazione nella spesa e gestione di hardware. Rimane però l’onere della gestione dei server stessi, che pur logici, vanno comunque gestiti. Una vera architettura Cloud solleva potenzialmente l’utente anche da qualsiasi gestione sistemistica. Le parole chiave in questo contesto sono “Platform as a Service” per definire appunto la disponibilità di una piattaforma pronta all’uso rispetto a “Infrastructure as a Service” dove si ha a disposizione una pura struttura di server virtuali.

3-Un posto sicuro

La sicurezza è stata a lungo una delle principali preoccupazioni sia per i clienti che per i fornitori di soluzioni Cloud. Come risultato, oggi disponiamo di sistemi Cloud pubblici con livelli di sicurezza di livello Enterprise molto alti, addirittura superiori ai livelli mediamente adottati dalle aziende in architetture locali.

È facile comprendere come la focalizzazione e la dimensione degli investimenti degli operatori possano garantire una allocazione di risorse tecniche e umane di altissimo livello.

4-Al di là del risparmio

Infine, una breve considerazione sugli aspetti economici: la riduzione dei costi è comunemente considerato il principale vantaggio del Cloud Computing. Ridurre i costi operativi è certamente una buona ragione, ma in realtà l’adozione di soluzioni Cloud va oltre il mero vantaggio economico diretto. Chi adotta le soluzioni Cloud ha un notevole guadagno in termini di efficienza, scalabilità e, soprattutto, ottiene la capacità di adeguarsi ai repentini cambiamenti nel proprio business con grande velocità, se non addirittura di giocare in anticipo ai mutamenti del mercato.

Uno sguardo avanti

Concludendo, al netto dell’esistenza di errate concezioni è innegabile che l’adozione del Cloud Computing è ormai rapidissima e inesorabile. L’effetto virtuoso di questa richiesta di massa da parte del mercato è il definirsi di nuovi standard prestazionali e di efficienza, altrimenti molto difficili da ottenere con sistemi locali. Le aziende che hanno già adottato sistemi Cloud service risultano quindi operativamente più efficienti.

Sta ad ognuno di noi ora capire con che marcia vogliamo proseguire.

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Indice di rotazione del magazzino: cos’è e perché è importante

Spesso nella caccia agli sprechi si sottovaluta una delle voci di spesa su cui è possibile intervenire più rapidamente, a costo zero e senza sconvolgere gli asset aziendali. Parliamo della gestione delle scorte, che può essere valutata – e quindi potenziata – attraverso l’indice di rotazione del magazzino. È questo approccio, infatti, che permette di instaurare un circolo virtuoso in grado di generare ricadute positive sulla qualità del lavoro dei collaboratori e sulla catena del valore dal lato dei fornitori. (altro…)

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DMS – Sistema di gestione dei documenti

Quante volte ci è capitato di perdere un documento, di dimenticarci il nome della cartella dove abbiamo catalogato mail importanti e di cui ne abbiamo urgente bisogno? E quanto è faticoso e scomodo rintracciare negli armadi la carpetta contenente i documenti di un rapporto commerciale con i clienti o con i fornitori?

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La business intelligence nelle PMI

La tecnologia informatica a disposizione delle aziende.
Nelle aziende, il sistema informativo sta assumendo un ruolo sempre più importante sia per le esigenze dell'”era dell’informazione” che per l’evoluzione dell’economia e dei modelli di business.
Infatti, la globalizzazione, la presenza di nuovi competitor e la nascita di nuovi mercati hanno aumentato in maniera abnorme la mole di dati da analizzare e, nel contempo, hanno imposto al management aziendale di agire in tempi brevi e con margini economici sempre più contratti.

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L’innovazione dei sistemi gestionali nelle PMI

Come è risaputo, il tessuto delle aziende italiane ed in particolare di quelle siciliane è costituito dalle piccole e medie imprese (PMI).
Purtroppo le pratiche di gestione per le PMI, anche se su scala ridotta, hanno lo stesso contenuto concettuale e metodologico delle pratiche di management delle grandi imprese. Ed è scorretto proporre alle PMI soluzioni tecnologiche che falsamente semplificano la gestione dei processi aziendali. Le PMI non hanno bisogno di “finti” sistemi gestionali ridimensionati nelle funzionalità applicative e nelle capacità di integrazione dei processi aziendali e debbono beneficiare molto di tutto ciò che l’innovazione tencnologica mette a disposizione.

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